La quasi totalità delle aziende europee è composta da PMI e la domanda di dati ESG è sempre maggiore, in particolare per rispondere alle esigenze di banche, investitori e supply-chain. Nonostante l’effetto Omnibus, chiunque gestisca un’azienda sa bene che la richiesta di dati sulla sostenibilità non è più “optional”.
Come conciliare, allora, in modo strategico le risorse disponibili e farsi trovare pronti alle sfide del mercato?
Un segnale chiaro arriva dal contesto istituzionale: il Tavolo per la Finanza Sostenibile del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha recentemente pubblicato una tabella di interoperabilità tra il Documento per il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche e lo standard europeo VSME, elaborato dall’EFRAG.
Un passaggio che conferma come i VSME stiano diventando un riferimento concreto nel dialogo tra PMI e sistema finanziario, soprattutto in ottica di accesso al credito.
I Voluntary SME Standard (VSME) sono standard europei di rendicontazione di sostenibilità, sviluppati dall’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) per le piccole e medie imprese europee. Nascono per dare indicazioni semplici e proporzionate alle dimensioni aziendali su come raccogliere i dati principali in chiave ESG (ambiente, social e governance).
I VSME sono progettati per essere allineati ai principi della CSRD e degli obblighi di informativa ESRS, offrendo un bilanciamento fra dati significativi da raccogliere e la riduzione di obblighi informativi.
Lo standard è strutturato in due pilastri principali, concepiti per accompagnare l'impresa in un percorso di crescita graduale:
Con soli 98 data point complessivi, lo standard vanta una riduzione del 91% del carico informativo rispetto al framework originario degli ESRS, segnando inoltre un calo di circa il 50% rispetto a quanto previsto dalla rendicontazione volontaria tradizionale delle imprese che utilizzano il GRI. I dati ambientali, sociali e di governance richiesti ripercorrono i punti fondamentali dei principali framework europei (come il Pilastro 3 e l’SDFR - Sustainable Finance Disclosure Regulation).
Le aziende dovranno compilare unicamente quanto applicabile alla propria realtà secondo un principio “if applicable”: i VSME non richiedono, infatti, di procedere ad una valutazione di impatti, rischi e opportunità come l’analisi di doppia materialità. L'approccio VSME è guidato dall'autoselezione dei dati rilevanti, rendendo il percorso di sostenibilità un esercizio di trasparenza pratica e non un mero adempimento formale.
Non è solo questione di “fare la cosa giusta”. Rendicontare secondo il VSME permette di muovere i primi passi verso l’essere sostenibili e comunicare strategicamente.
Rendicontare con i VSME ti serve per:
L’applicazione dei VSME consente di comunicare efficacemente i dati richiesti con stakeholder chiave, migliorare il dialogo con il sistema bancario e l'accesso al credito, oltre che rafforzare la gestione aziendale sui temi della sostenibilità. Tutto ciò consente di aumentare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni fornite. Anche il confronto fra dati di aziende diverse viene semplificato, data la semplicità delle domande e le diverse guide di supporto alla compilazione di data point specifici rilasciate dallo stesso EFRAG.
Le analisi condotte dall’EFRAG sul recepimento del VSME evidenziano come molte aziende abbiano già iniziato a integrare le informazioni previste dallo standard con dati di interesse per banche e grandi imprese della propria catena di approvvigionamento.
Informazioni sulla due diligence, condotta di impresa, Tassonomia UE, carbon footprint di prodotto e Scopo 3, hanno arricchito la rendicontazione, trasformando il report finale in una leva strategica.
In Italia, questa evoluzione trova una conferma significativa nell’iniziativa del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF), che ha recentemente pubblicato una tabella di interoperabilità tra il Documento “Il Dialogo di Sostenibilità tra PMI e Banche” e lo standard VSME.
Il Documento del MEF e lo standard VSME rispondono a esigenze diverse, ma convergenti. Il primo nasce come strumento operativo a supporto della valutazione del rischio e del merito di credito nel rapporto tra banche-imprese; il secondo come framework europeo per aiutare le PMI a strutturare e comunicare i propri dati ESG.
L’elevato livello di allineamento tra i due strumenti segnala un cambio di paradigma: i dati di sostenibilità stanno diventando parte integrante del linguaggio del credito. In questo contesto, integrare i VSME con le informative suggerite dal MEF consente alle PMI di anticipare le richieste del sistema bancario, costruendo un set informativo coerente, riutilizzabile e orientato alle decisioni, riducendo duplicazioni e inefficienze.
Le aziende interessate a intercettare l’attenzione di banche e investitori in chiave ESG possono trovare nello standard VSME uno strumento efficace per raccogliere i dati in modo semplice e comunicarli efficacemente.
La sostenibilità è alla portata di tutti, a prescindere dal budget. Serve solo il metodo giusto per non sprecare energie.
E tu, hai già iniziato a pensare a come raccontare il valore della tua azienda ai tuoi stakeholder? In Green Future Project Group siamo qui per aiutarti a trovare la strada più flessibile e adatta alla tua realtà per gestire la tua rendicontazione.