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UNI/PdR 192:2026: cos'è, come ottenere la certificazione e lo sgravio contributivo fino all'1%

Scritto da Green Future Project | 9 set 2026, 14:53:57

 

La UNI/PdR 192:2026 – Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro è la nuova prassi di riferimento UNI pensata per le organizzazioni che considerano il benessere delle proprie persone e l'equilibrio tra vita professionale e vita privata una parte strutturale della propria cultura aziendale.

Non è un semplice elenco di buone pratiche: è uno standard di misurazione e miglioramento continuo. Aiuta l'organizzazione a capire da dove parte, a misurare ciò che sta già facendo bene e a individuare gli aspetti su cui può crescere, attraverso politiche concrete a sostegno della genitorialità, delle responsabilità di cura, della flessibilità oraria e organizzativa e del benessere delle persone.

In questa guida trovi tutto quello che serve per orientarti: perché nasce ora questa prassi, quali sono le 7 aree di KPI misurate, come funziona lo sgravio contributivo previsto dal Decreto Lavoro 62/2026, l'iter per ottenere la certificazione e le differenze, e sinergie, con la UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere.

 

Perché nasce ora la UNI/PdR 192:2026

La UNI/PdR 192:2026 nasce in un momento storico in cui i cambiamenti demografici stanno trasformando anche il mondo del lavoro. La diminuzione delle nascite, l'invecchiamento della popolazione e la crescente necessità di prendersi cura di familiari e persone fragili rendono sempre più urgente trovare un equilibrio sostenibile tra vita professionale e vita personale.

Per le aziende, investire sulla conciliazione non è quindi solo una scelta valoriale: significa rispondere a un bisogno sempre più concreto delle proprie persone, sostenendo nel tempo benessere organizzativo, capacità di attrarre talenti e continuità professionale — con effetti diretti su retention, produttività e reputazione del brand datore di lavoro.

 

Le 7 aree di KPI misurate dalla UNI/PdR 192:2026

La prassi individua 7 aree attraverso cui l'organizzazione può misurare quanto le proprie politiche sostengono davvero la conciliazione tra vita familiare e lavoro. I KPI servono a valorizzare ciò che è già presente e a identificare dove è possibile fare un passo in più.

  1. Organizzazione e flessibilità oraria/spaziale: quanto l'organizzazione favorisce una gestione flessibile dei tempi e dei luoghi di lavoro.
  2. Supporto alla maternità: le azioni messe in campo per accompagnare le persone prima, durante e dopo la maternità.
  3. Supporto alla genitorialità: le misure che aiutano a conciliare lavoro e famiglia, promuovendo una genitorialità condivisa e maggiore equità nella gestione delle responsabilità di cura.
  4. Supporto agli impegni di cura: come l'organizzazione sostiene le persone caregiver nella gestione delle responsabilità di cura.
  5. Salute e benessere: le iniziative a sostegno del benessere fisico, psicologico e sociale delle persone.
  6. Sostegno economico e servizi per le famiglie: le forme di supporto economico e i servizi messi a disposizione delle persone e delle loro famiglie.
  7. Sviluppo professionale e continuità di carriera: come l'organizzazione sostiene crescita e continuità professionale anche in presenza di responsabilità familiari.

 

Lo sgravio contributivo: Decreto Lavoro 62/2026

Uno degli aspetti più concreti (e più cercati da chi valuta la certificazione) è l'incentivo economico collegato. Il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62, art. 6, convertito con modificazioni dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112, prevede per le aziende in possesso delle certificazioni previste dalla normativa un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all'1%, con un limite massimo di 50.000 € annui per ciascuna azienda, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato.

Un incentivo che rende il percorso di certificazione un investimento con un ritorno economico misurabile, oltre che un beneficio reputazionale e organizzativo.

 

Come si ottiene la certificazione: l'iter passo dopo passo

Il percorso verso la certificazione UNI/PdR 192:2026 parte da un assessment iniziale, una tappa fondamentale per avere una fotografia dell'organizzazione, capire cosa è già presente e individuare eventuali gap rispetto ai requisiti della prassi.

Questa prima fase permette di valorizzare quanto già realizzato e di definire con maggiore chiarezza le priorità e le aree di miglioramento. Successivamente si definiscono obiettivi, azioni e indicatori, si struttura il sistema di gestione e si raccolgono le evidenze necessarie, fino alla valutazione di conformità da parte di un organismo di certificazione accreditato.

 

Il nostro servizio: come GFP Group ti accompagna nella certificazione UNI/PdR 192:2026

Attraverso il team Consultancy di GFP Group, accompagniamo le organizzazioni lungo tutto il percorso verso la certificazione, con lo stesso metodo che applichiamo a ogni progetto di consulenza ESG:

  • Punto di partenza: assessment iniziale strutturato per fotografare le politiche e le pratiche già in essere e individuare i gap rispetto ai requisiti della UNI/PdR 192:2026.
  • Roadmap: definizione di obiettivi, azioni prioritarie e indicatori coerenti con le 7 aree di KPI della prassi.
  • Intervento: costruzione o consolidamento del sistema di gestione, raccolta delle evidenze e supporto nella relazione con l'organismo di certificazione accreditato.
  • Monitoraggio: misurazione continua dei KPI e aggiornamento delle politiche nel tempo, per mantenere la certificazione viva e non un adempimento una tantum.

 

Cosa deve fare un'azienda per prepararsi

Prima ancora di verificare la presenza dei singoli requisiti, è importante che l'organizzazione si chieda perché vuole intraprendere questo percorso e quale valore vuole generare per le proprie persone e per l'organizzazione stessa.

Alcune domande utili per orientare la riflessione:

  • Conosciamo le esigenze delle nostre persone in termini di conciliazione, genitorialità e responsabilità di cura?
  • Quanto le politiche e le misure che abbiamo introdotto rispondono realmente a queste esigenze — e quanto sono conosciute e utilizzate?
  • Cosa ci dicono i dati e l'ascolto delle persone rispetto a benessere, continuità professionale e capacità di conciliare lavoro e vita personale?
  • Le nostre politiche riescono ad accompagnare persone e famiglie con esigenze diverse, che possono cambiare nelle diverse fasi della vita?
  • Quanto la conciliazione è parte della nostra cultura organizzativa? Quali pratiche possiamo consolidare e quali sviluppare?

Da queste riflessioni può partire un assessment iniziale accompagnato e strutturato, pensato per non disperdere energie e trasformare la riflessione in un'analisi concreta. L'obiettivo non è semplicemente verificare "cosa manca", ma capire da dove partire, cosa valorizzare e quali priorità definire, per costruire un sistema coerente con le esigenze delle persone e con gli obiettivi dell'organizzazione.

 

UNI/PdR 192:2026 vs UNI/PdR 125:2022: differenze e sinergie

UNI/PdR 125:2022 e UNI/PdR 192:2026 hanno focus differenti ma sono fortemente complementari.

La prima è focalizzata sulla parità di genere: mira a contrastare i divari e promuovere pari opportunità tra donne e uomini, agendo sui processi e sulla cultura organizzativa. Interviene su aspetti come equità retributiva, crescita professionale, trasparenza e oggettività dei processi, rappresentanza e promozione di una cultura del rispetto. È inoltre un riferimento utile per rendere più oggettive le prassi aziendali, formalizzando procedure esistenti o introducendone di nuove, con l'obiettivo di garantire pari opportunità a prescindere dal genere e dalle caratteristiche personali.

La seconda amplia lo sguardo alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, sostenendo genitorialità, responsabilità di cura, benessere e continuità professionale, attraverso misure concrete come flessibilità oraria e organizzativa, strumenti di conciliazione, informazione sui diritti e sulle iniziative disponibili, servizi di welfare e supporto alla genitorialità e alla cura. La prassi invita inoltre a monitorare queste misure e valutarne l'efficacia nel tempo, per generare un beneficio concreto sia per le persone sia per l'organizzazione.

Per le aziende che hanno già intrapreso il percorso della UNI/PdR 125, la UNI/PdR 192 può rappresentare un'ulteriore opportunità per valorizzare quanto già costruito e ampliare il proprio impegno a sostegno del benessere e delle esigenze delle persone.

 

Domande frequenti sulla UNI/PdR 192:2026

Cos'è la UNI/PdR 192:2026? È la nuova prassi di riferimento UNI dedicata al sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, rivolta alle organizzazioni che vogliono strutturare e misurare le proprie politiche di welfare e benessere delle persone.

Chi può richiedere la certificazione? La certificazione è rivolta alle organizzazioni, pubbliche e private, che intendono strutturare e migliorare le proprie politiche di conciliazione tra vita familiare e lavoro. Può essere richiesta da organizzazioni di diverse dimensioni e settori, previa verifica dei requisiti previsti dalla UNI/PdR 192:2026.

Quanto vale lo sgravio contributivo? Le aziende certificate possono beneficiare di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all'1%, con un limite massimo di 50.000 € annui per azienda, come previsto dal Decreto-Legge 62/2026 convertito dalla Legge 112/2026.

Quanto dura la certificazione? La certificazione ha una validità di 3 anni, durante i quali sono previste verifiche periodiche da parte dell'organismo di certificazione.

È obbligatoria? No, la certificazione UNI/PdR 192:2026 non è obbligatoria: è un percorso volontario che le organizzazioni possono intraprendere per strutturare e valorizzare le proprie politiche di conciliazione vita-lavoro.

 

Costruisci con noi il tuo percorso verso la certificazione UNI/PdR 192:2026

Il team di consulenza ESG di GFP Group ti accompagna dall'assessment iniziale fino all'ottenimento della certificazione, con un metodo strutturato in quattro fasi e il supporto di professionisti esperti nella normativa e nella relazione con gli organismi accreditati.