Marzo segna l'inizio del B Corp Month, un mese speciale in cui migliaia di aziende in tutto il mondo, dalle piccole realtà locali ai grandi brand globali, si uniscono per raccontare un modo diverso di fare impresa.
Se non avete mai sentito questo termine, immaginate una comunità di aziende che alimentano la propria crescita economica dimostrando che la prosperità è inseparabile dal benessere delle persone, del territorio e della natura, misurando l’impatto generato con la stessa precisione e lo stesso rigore dei risultati finanziari.
Tuttavia, dare risalto a questo mese non significa semplicemente 'mettere in mostra un trofeo' o un logo colorato sui social. Per noi che lavoriamo ogni giorno al fianco di queste realtà, il B Corp Month è l'occasione per accendere i riflettori su ciò che sta dietro le quinte: la trasparenza.
Essere una B Corp, infatti, significa anche avere il coraggio di ammettere le proprie fragilità e usarle come punto di partenza per migliorare: non cerchiamo la perfezione, ma l'evoluzione. Il valore di un'impresa si scopre nella sua trasparenza e nel desiderio costante di diventare una versione migliore di sé stessa, passo dopo passo.
Molte aziende si avvicinano alla certificazione B Corp con l'idea di ottenere un "bollino di qualità". Ma essere una B Corporation non significa essere "i migliori del mondo" in senso assoluto; significa impegnarsi a essere "i migliori per il mondo".
Sembra un gioco di parole, ma la differenza è enorme. Esporre il logo B Corp non è come esibire una coppa vinta una volta per tutte. È, al contrario, una promessa di cambiamento costante. Questa promessa ci sfida a evolvere ogni giorno, partendo proprio da ciò che spesso vorremmo nascondere: le nostre fragilità.
Misurare le proprie debolezze richiede coraggio. È facile parlare di ciò che funziona, ma è nel momento in cui mettiamo i numeri nero su bianco sulle nostre lacune che inizia il vero percorso di sostenibilità.
Una delle domande che riceviamo più spesso dagli osservatori esterni è questa: “Come è possibile che un’azienda con un punteggio altissimo nella Governance o nel Sociale, ma con risultati scarsi sul piano Ambientale, riesca a ottenere il riconoscimento B Corp?”
A prima vista, potrebbe sembrare un errore del sistema o, peggio, una scorciatoia. Ma se guardiamo più a fondo, capiamo che il vero valore del meccanismo B Corp risiede in una visione dinamica, non statica.
A tal proposito, il B Impact Assessment (strumento digitale utilizzato dalle aziende per misurare, gestire e migliorare il proprio impatto positivo verso i dipendenti, la comunità, l'ambiente e i clienti) non è una fotografia scattata a un modello di perfezione immutabile. Se lo fosse, solo pochissime aziende potrebbero accedervi, escludendo tutto il resto del tessuto produttivo che ha invece un disperato bisogno di cambiare. Il BIA è, invece, uno strumento strategico: serve a tracciare una rotta, a capire dove l'azienda si trova oggi e, soprattutto, dove può arrivare domani.
Nel nostro lavoro di consulenti, incontriamo spesso aziende "asimmetriche". Magari hanno un welfare aziendale d'eccellenza, trattano i dipendenti come una grande famiglia e hanno una governance trasparente, ma la loro filiera produttiva ha ancora un impatto ambientale “pesante”. Invece di vedere questa differenza come un fallimento, dobbiamo interpretarla come una direzione di crescita. L’eccellenza in un'area (es. il Sociale) fornisce all'azienda la solidità e la cultura necessarie per affrontare la sfida più difficile (es. l'Ambiente); allo stesso tempo, la fragilità in un settore non è un confine che ci blocca, ma un segnale stradale che ci indica dove investire risorse e innovazione nei prossimi tre anni.
Ed è proprio qui che entriamo in gioco noi consulenti. Tra la realtà di oggi (fatta di budget, limiti tecnici e mercati complessi) e l'ambizione del futuro (un'azienda a impatto zero o totalmente rigenerativa) esiste una "terra di mezzo".
Il nostro compito come consulenti non è semplicemente aiutarvi a raggiungere la soglia numerica degli 80 punti necessari per la certificazione. Quello sarebbe un lavoro puramente burocratico. Il nostro obiettivo è agire come navigatori, aiutando le aziende a:
Oltre a quanto appena detto, per incrementare la trasparenza, B Lab (oltre che B Lab Italia) ha previsto l’introduzione di nuovi requisiti da rispettare.
La prima novità è che, per diventare B Corp, le aziende dovranno essere conformi a tutti i requisiti (e ai relativi sotto-requisiti) che si suddividono in due categorie:
La novità principale è l'abbandono del sistema basato sul raggiungimento di almeno 80 punti su 200 nel B Impact Assessment. Con i nuovi standard, non è più possibile compensare una carenza in un'area con l'eccellenza in un'altra. Per diventare B Corp, ogni azienda dovrà soddisfare obbligatoriamente tutti i sotto-requisiti previsti in sette aree chiave di impatto:
In un mercato dove il greenwashing è sempre dietro l'angolo, la trasparenza e la concretezza sono gli unici veri antidoti . Essere trasparenti significa avere l'onestà di dire: “siamo fieri di questo risultato, ma siamo consapevoli di dover crescere ancora in quest'area”
Questo approccio non allontana i clienti o gli investitori; al contrario, crea un legame di fiducia profondo. Le persone oggi non cercano aziende perfette (che spesso risultano poco credibili), ma aziende sincere che dimostrano con i fatti di essere in cammino.
In occasione del B Corp Month, l'invito che facciamo a tutti i nostri partner e alle aziende che ci leggono è quello di guardare oltre l'estetica dell’attestato. Siate consapevoli dei vostri successi ma riconoscete soprattutto la vostra capacità di misurarvi e di restare aperti al cambiamento.
La sostenibilità non è una destinazione, è un modo di viaggiare. E noi siamo orgogliosi di essere i vostri compagni di viaggio in questa avventura verso un business più umano, trasparente e responsabile.
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